Passo dopo passo
- Scegli l’angolo prima di pensare alla posa Mettiti a circa 45 gradi dall’obiettivo invece che frontale, e chiedi a chi scatta di tenere il telefono all’altezza della tua vita, così le gambe non si accorciano.
- Metti il peso sulla gamba dietro Arretra un piede di una ventina di centimetri, scaricaci sopra tutto il peso e lascia morbida la gamba davanti, con il tallone leggermente sollevato.
- Dai un compito alle mani Tieni un caffè, una tracolla, il bordo di una giacca. Mostra il taglio della mano invece del dorso e tieni le dita rilassate, mai tese.
- Porta il mento avanti e poi abbassalo di un dito Spingi il mento verso l’obiettivo e poi abbassalo appena, inclinando un po’ la fronte in avanti. La linea del collo si allunga immediatamente.
- Chiedi la raffica e muoviti mentre scatta Fai tenere premuto il pulsante di scatto o il tasto volume, poi cammina, girati, sistemati i capelli. Trenta fotogrammi in cinque secondi valgono più di una posa tenuta ferma.
- Cambia una cosa sola tra una serie e l’altra Dopo dieci scatti modifica un solo elemento: lo sguardo, l’appoggio, la posizione delle mani. Ottieni varianti vere invece di dieci volte la stessa foto.
L’angolo conta più della posa
Quasi tutte le foto venute male sono frontali e scattate dall’alto. Sono due errori indipendenti e si correggono in due secondi.
Frontale. Di fronte all’obiettivo il corpo occupa la massima larghezza possibile e la foto diventa una foto tessera. Bastano 45 gradi di rotazione perché la stessa persona, con la stessa luce e lo stesso vestito, sembri un’altra foto.
Dall’alto. Se chi scatta tiene il telefono all’altezza del proprio viso, la prospettiva accorcia le gambe e allarga la testa. Il telefono va all’altezza della tua vita, o anche più basso se vuoi la figura intera. È la singola istruzione che cambia di più il risultato, e nessuno la dà mai.
Terza cosa, meno ovvia: la distanza. Chiedi a chi scatta di allontanarsi e di usare lo zoom 2x invece di avvicinarsi con l’1x. Il teleobiettivo comprime i tratti e appiattisce lo sfondo, ed è il motivo per cui i ritratti fatti da lontano sembrano più professionali.
Le mani, il problema numero uno
Nel novanta per cento delle foto in cui ti senti rigida, il problema sono le braccia lungo il corpo. Il rimedio non è una posa, è un compito.
- Tieni qualcosa. Un bicchiere, una borsa, gli occhiali da sole, il gelato. Basta un oggetto per dare un motivo alla mano di stare dove sta.
- Mostra il taglio della mano, non il dorso. Il dorso della mano di fronte all’obiettivo sembra grande il doppio.
- Lascia aria tra braccio e costole. Una mano sull’osso del fianco con il gomito staccato disegna un triangolo, e il triangolo è quello che fa sembrare la posa voluta.
- Non tenere le dita tese. Le dita rilassate e leggermente curve sembrano naturali, quelle tese sembrano una posa da catalogo.
- Non incrociare le braccia se vuoi una foto morbida: chiude tutta la figura ed è la posa che funziona peggio nelle foto di gruppo.
Peso, gambe e vita
La regola è una sola: mai il peso su entrambe le gambe. Con il peso distribuito i fianchi restano paralleli e la figura diventa un rettangolo. Con il peso su una gamba sola il bacino si inclina, la vita si segna e la posa sembra un momento invece che una posizione.
Nelle foto in piedi arretra il piede della gamba su cui scarichi, e lascia la gamba davanti morbida con il tallone alzato. Nelle foto sedute incrocia le caviglie invece delle ginocchia e ruota entrambe le gambe dalla stessa parte: è il modo più semplice per non avere le ginocchia puntate contro l’obiettivo.
Se sei in movimento, cammina davvero. Le foto camminate riuscite non sono pose, sono passi veri fotografati in raffica, e il fotogramma buono è sempre quello in cui il piede dietro sta staccandosi da terra.
Mento, sguardo e sorriso
Il collo è la parte che si irrigidisce per prima. Il rimedio è controintuitivo: porta il mento in avanti verso l’obiettivo, non in alto, e poi abbassalo di poco. Sembra strano mentre lo fai e funziona in fotografia.
Per lo sguardo, guardare fisso nell’obiettivo funziona solo su una foto su cinque. Prova invece a guardare fuori campo e a girarti verso la fotocamera all’ultimo secondo mentre scatta la raffica: la foto buona è quasi sempre quella a metà movimento.
Sul sorriso: il sorriso a comando dura mezzo secondo e poi diventa una smorfia. Il trucco vecchio ma vero è espirare piano prima dello scatto, oppure dire una parola qualunque, perché la bocca che si muove sembra viva. Se stai ridendo davvero, chiedi la raffica e non pensarci più.
Se odi farti fotografare
Vale per moltissime persone, e le pose non c’entrano. Tre cose aiutano davvero.
Fatti fotografare mentre fai qualcosa. Camminare, ordinare al bancone, guardare una vetrina, sistemare la giacca. Un compito toglie la domanda «cosa faccio con la faccia».
Metti un limite chiaro. Dieci foto e basta. Sapere che finisce presto abbassa la tensione più di qualunque consiglio tecnico.
Guarda dopo, non durante. Controllare lo schermo tra uno scatto e l’altro ti irrigidisce per i venti scatti successivi. Guarda tutto alla fine.
Un dettaglio pratico: chiedi a chi scatta di non dirti come stai venendo mentre fotografa. È l’unica cosa che rovina una serie che stava funzionando.
Cosa dire a chi ti fotografa
La maggior parte delle foto brutte le fa una persona che vuole aiutarti e non sa cosa fare. Dille queste quattro cose, in questo ordine.
- «Tieni il telefono all’altezza della mia vita.» Cambia più di tutto il resto.
- «Allontanati e usa il 2x.» Ritratto più bello, sfondo più pulito.
- «Tieni premuto il tasto volume e non staccare.» Raffica, non scatto singolo.
- «Prendimi tutta, anche i piedi.» Le foto tagliate alle caviglie sono l’errore più frequente in assoluto.
Poi scegli tu, con calma. Da trenta scatti in raffica ne restano due o tre buoni: se non sai come tagliare, lo strumento che seleziona le foto fa la prima scrematura e ti dice perché ha scartato ognuna.
Domande frequenti
Come si fa a mettersi in posa bene per le foto?
Girati di 45 gradi rispetto all’obiettivo, metti il peso sulla gamba dietro, dai un oggetto da tenere alle mani e porta il mento avanti prima di abbassarlo appena. Lascia sempre aria tra braccio e costole.
Cosa faccio con le mani nelle foto?
Dalle un compito: un bicchiere, una borsa, il bordo di una giacca. Mostra il taglio della mano invece del dorso e tieni le dita rilassate. Una mano sull’osso del fianco con il gomito staccato funziona quasi sempre.
Come si posa se non si sa posare?
Fatti fotografare mentre fai qualcosa invece che in posa, guarda fuori campo per la maggior parte degli scatti e metti un limite chiaro, tipo dieci foto. La tensione cala quasi subito.
A che altezza va tenuto il telefono per fotografare una persona?
All’altezza della vita di chi viene fotografato, non del viso di chi scatta. Il telefono tenuto in alto accorcia le gambe e allarga la testa, ed è l’errore più comune nelle foto fatte dagli amici.
Meglio scatto singolo o raffica?
Raffica, sempre, quando c’è una persona nell’inquadratura. Trenta fotogrammi in cinque secondi contengono quasi sempre due scatti buoni, mentre uno scatto singolo con gli occhi chiusi si butta.